Three Dimensions Are Better Than Two!


Ce li avete gli occhialetti 3D? Magari quelli rubacchiati al cinema? O magari, come me, quelli rimediati grazie all'inutile acquisto di "Viaggio al Centro della Terra in 3D"?

Bè, si spera che in qualche modo li abbiate, sennò di queste opere potrete godevi ben poco. Un senso preciso non c'è, trattasi unicamente di un esperimento estetico/tecnico.

▲ Qua sopra potete ammirare il remake a 3 dimensioni di un mio precedente lavoro, eseguito quando anni addietro ero Flickr-dipendente. 


▲ Questa invece è la manipolazione assai figherrima di una foto fatta sporgendomi da un aliscafo in viaggio tra Ibiza e Formentera, e mancapò ci schiantavamo sia io che la macchinetta.


▲ Qui poteve invece gustarvi 'sta cover per una compilation di canzoni strafighissime. Anche questo è il remake di una precedente opera dell'era Flickeriana, a questo link l'orginale.


▲ Infine, l'opera 3D più recente (ma sempre vecchiotta) fatta un paio di anni fa prima di partire per l'erasmus. Era per un esame di tipografia, che in realtà non meritava nemmeno tutto questo impegno. Ma vabbè, lavorare a 'ste robe è godurioso a prescindere!

Rhox on Pinterest!


Che poi, in realtà su Pinterest ci sto già da un paio di mesi.
Beh, colgo occasione per pubblicizzare la cosa, e spiegare in sintesi cosa vi offre questo social network, che in tempi brevissimi è diventato uno tra i più influenti della rete.

Riassumendo, possiamo dire che Pinterest vi permette di vagare da un'immagine ad un altra basandosi su un principio simile a quello che sfrutta Youtube per suggerirvi un video dopo l'altro (creando disastri e ritardi e nottambulismi già abilmente spiegati dal nostro amato Zerocalcare), in un contesto tale che vengano posti dinnanzi ai vostri occhi perlopiù capolavori!
Che questi siano capolavori di grafica, di architettura, di fotografia, di moda, o di qualsiasi altra disciplina al mondo, è una scelta vostra. Ma è cosa certa che la quantità di stimoli visivi che girano su Pinterest sono così tanti e di così alta qualità che in pochi anni tale social network si è trasformato (potenzialmente) in una delle piattaforme online più remunerative in assoluto. Qui c'è il link ad una infografica curatissima che vi snocciola un pò di dati. Magari possono interessarvi.

A questo link, invece, potete trovare le mie personalissime "boards" ovvero delle cartelle virtuali dove ho raggruppato i miei interessi a seconda del contesto/disciplina. 
Dateci un'occhiata, e se non l'avete già fatto... iscrivetevi a Pinterest!!

Ps: Magari, a questo punto, potrebbe interessarvi anche del fatto che io sia su Behance. Qui, il breve articolo introduttivo. In alto a destra, invece, avete il pulsantino per andare al sito senza passare le mie premurose presentazioni! ;-)

Rhox: Logo Restyling



Dopo secoli, eoni, ere geologiche di ricerca, dopo una infinità di tentativi, finalmente sono riuscito a creare un logo che dire "me piace!" è dire poco. 
La costruzione è tutta basata un'unica misura di riferimento che definisce lo spessore delle linee e degli spazi, ed il logo è creato a partire da linee dritte (verticali, orizzontali, e diagonali) e circolari.
Insomma, qualcosa di simpaticamente compulsivo! :D

Qua sotto, invece, alcune versioni precedenti, più un paio di passaggi (quelli con il cerchio intorno) che mi hanno poi guidato fino alla forma definitiva.


Genechron - Flyer & Logo Restyling


Un lavoretto eseguito per la compagnia Genechron, ente di ricerca interno all'Enea.
L'obiettivo, dal punto di vista grafico, era di creare qualcosa che ricalcasse gli schemi di un mio design passato (il resume inviato all'Apple Store) e di reinterpretarli al fine di ospitare una serie di grafici e di informazioni in merito all'azienda e ai suoi progetti.

Già che c'ero, mi sono anche occupato di dare una rimodernata al logo, eseguito anni fa in tandem col prode Alessandro Petrocco. Mi sono occupato di levare ombre e rilievi, ché di questi tempi il flat design è giustamente e finalmente diventato di moda.
A questo link, potete dare uno sguardo al logo Genechron nella sua versione precedente.


Una piccola nota: da pochissimi giorni, Genechron ha lanciato un progetto di crowdfunding attraverso la nota piattaforma Indiegogo.
A questo link, avete la possibilità di prendere visione di tale progetto, ed eventualmente sostenerlo. Lo scopo è ottenere fondi per una ricerca su un particolare tipo di cancro, ed in cambio del vostro contributo sarà possibile ricevere una mia opera originale.
Chi può, dia un'occhiata!

Rhox - CV Apple Store


Assolutamente, non sto cercando lavoro!
O vabbè, forse sì. In questo caso, avete davanti lo prodigioso curricula inviato alla Apple, azienda da me sempre adorata (almeno fino a quando era capeggiata dal defunto Steve Jobs, ora nutro dubbi, molti dubbi).
Non mi dilungo nel descrivere il lavoro, che per l'appunto è un qualcosa che dovrebbe spiegarsi da solo. Dico solo che inserire Games of Thrones nella categoria "Hobbies/Passioni Recenti" sarà sicuramente la chiave del mio successo!

Le Rotture di Scatole


Chiaramente, nel senso che nel lavorare a questo progetto molte delle scatole si sono rotte.
Dunque, il progetto era per un esame presso l'Accademia di Belle Arti di Roma tenuto dal prof. Arduini, in cui bisognava rielaborare un libro e trarne un'opera - insomma, un esercizio che lasciava un buon margine di libertà.
Mi sono quindi munito dell'ottimo manuale di folding (per i profani: origami et similia) intitolato "Foglio & Forma: Piegature e Tecniche per Grafica e Design" scritto dal geniaccio Paul Jackson, e ho cominciato a tagliare le varie pagine del libro in maniera che potessero diventare dei mini-grattacieli.

Le scatoline sullo sfondo a destra sono dovute al fatto che l'opera andava riprodotta in due copie.


Fatto questo, ho cominciato a lavorare sull'ambientazione, comprando 'na bella corniciona dell'Ikea che inscatolasse il tutto, e creando un pò di manto erboso finale.
E fin qui, il lavoro sembrava che stesse uscendo pure caruccio! Ma la mala sorte (ovvero la mia scarsa tecnica) è sempre in agguato...


Ed è così che, a lavoro terminato, scopro di preferire il passaggio precedente. La creazione di un'ambientazione à la "Io Sono Leggenda" è riuscita solo in parte, probabilmente a causa del fatto che era la prima volta che mi cimentavo in una tale opera modellistico-miniaturistica.

Tuttavia, in molti hanno apprezzato questa piccola opera più quanto non la sia riuscita ad apprezzare io stesso, e questo mi fa pensare che non sia così pessima.
In ogni caso, conservo un'altra copia, stavolta senza cespugli!

SIVE - corporate identity study (rejected versions)


Dei lavori eseguiti per un progetto al momento in pausa. Progetto molto interessante, ma che non mi permetto di pubblicizzare qui perchè ancora non è il momento! ;-)

Le immagini di questo post vennero scartate poichè troppo poco "moderne" e troppo citazioniste. Nulla di più vero. Però gli studi per dei pattern basati su forme impossibili (Escher dixit) mi appassionarono molto, quindi colgo occasione per darvene qui un breve assaggio.
Parte del materiale grafico (scartato) realizzato per questo progetto già lo riutilizzai per un'altra occasione - a questo link potete ammirare una versione volendo anche più studiata - e ora, sta tornando come ispirazione per una nuova serie di lavori.

Insomma, stay tuned, o come si dice!


andrea(ma)rocco


Piccola parentesi accademica: trattasi del lavoro presentato per l'esame di Fotografia Digitale, svolto in collaborazione col prode fotografo Andrea Sarnataro.
Attraverso i suoi (stupendi) scatti e grazie alle mie (eccelse) post-produzioni, abbiamo cercato di rendere ancor più deserti i paesaggi del Marocco presenti in queste foto. L'obiettivo era selezionare quelle foto - - tranne una - che fossero dotate di un'orizzonte ben distinto, che dessero l'idea d'infinito, di viaggio, d'immensità.
La copertina è un piccolo gioco grafico eseguito con i vari scatti che compongono questo progetto, il cui nome in codice era "the sand has rules". Ma il gioco di parole era troppo divertente, e quindi la fusione dei nomi dei due autori (Andrea, Rocco) trova la connessione proprio nel paese in cui sono stati eseguiti gli scatti: il Marocco! Conseguentemente, il titolo del post è Andrea(ma)Rocco! Geniale, eh?

(...)

(cespuglio di rovi che rotola in lontananza)

Vabbè, se volete vedervi le foto, stanno qua sotto.
A questo link, invece, potete vedere altri lavori fotografici di A. Sarnataro.










Ps: se poi volete anche cercarvi le canzoni dedicate, andate su Youtube e digitate 'sti popò di nomi.

Travel Diary: Athens & Amorgos


Dopo tanto tempo, un bell'aggiornamento sul fronte viaggi!
Meta della traferta: la Grecia! Pullulante di nazistoni di Alba Dorata (fortunatamente, mai incontrati di persona), la culla dell'ellenismo s'è rivelata una splendida località vacanziera.
Ma cominciamo subito con la carrellata di varie foto - la qualità delle originali era quella che era; non avendo una reflex ma solo una misera compattina, ho cercato di supplire con il fido Photoshop la scarsa avvenenza di partenza degli scatti.
Qui ci sono le foto che sono riuscito a postprodurre, ma nulla esclude che poi ne possano arrivare altre: il tal caso, daje de ripostaggio, ripescaggio, e tutto il resto.

Qui sopra, una bella veduta del tappeto urbano di Atene, scattata dall'alto del partenone. La vista era veramente mozzafiato, complice anche il bel tempo - che non è mai mancato.


Un'altra veduta della città dal partenone. Nulla a che vedere con qualsiasi altro belvedere visto finora, sia chiaro. Io e la mia ragazza (e una bella mandria di altri turisti, com'è possibile notare) ci trovavamo su uno sperone di roccia che domina la città nella sua interezza, offrendo una visione a 360 gradi di tutta la capitale. Grazie alla complicità di un tramonto infuocato, poi, la vista era ancora più mozzafiato.


Il mascherone di Agamennone, esposto al museo archeologico di Atene. Un pezzo d'arte visto praticamente su tutti i libri di scuola del mondo, che ho avuto l'onore di fotografare malissimo! :D


Cambio di meta - e si nota. Io e Ludovica arriviamo ad Amorgos, isoletta brulla ma affascinante dell'Egeo centrale. Qui eravamo sulla strada (sentiero ventoso con periglio di morte, ndr) per un monastero costruito nel 1300 su di un dirupo praticamente verticale, nei pressi della città di Chora.
Follie da monaci che, tra l'altro, ancora abitano tale curiosa meta di pellegrinaggio.


Una veduta di Ormos, ultima tappa del nostro mini-tour di Amorgos. Il mare era splendido nonostante la baia fosse utilizzata come porto. Cosa stramba, poi, era che le spiaggette più infrattate erano zozze mentre il mare del porto era limpido. Valli a capì, sti grechi.


Una specie di Yin e Yang naturale? Una foto glitchata perchè fa figo? Un lavoro di postproduzione venuto male e paraculamente rivenduto come opera d'arte semi-astratta?
Tutto questo, e molto di più.


Un cespuglione affascinante, parevano quasi delle connessioni neuronali. Mi pare si chiamino sinapsi, boh, ma che ci frega, tanto in realtà era un cespuglio, ma insomma 'sto ritocco mi pareva fico.


Ennesimo ritocco mattacchione. In questo caso la vittima era la foto della tana d'un ragnone gigante. Ragnone gigante che, tra l'altro, non avevo notato mentre s'avvicinava pericolosamente alla mia capoccia. Venni salvato dalla mia fanciulla che, gentilmente, mi fece notare che quella cosa gialla che mi ondeggiava vicino NON era una spiga di grano.


Già comincia l'epilogo: davanti a voi, il fetido relitto d'un barcone abbandonato nei pressi d'una piccola baietta ancor più degradata. Per arrivarci non c'era sentiero alcuno, quindi abbiamo dovuto inerpicarci per fratte e boscaglie, farci chilometri, evitare lo sguardo di capre gangsta, e scapiccollarci per una discesa sassosa.
Ma... ne è valsa la pena! Il relitto era veramente colossale, e tutta quella ruggine, quell'aria di abbandono, donavano a quel luogo così ostile un'atmosfera piacevolmente tetra nonostante fosse pieno giorno.


Come conclusione, una bella veduta della punta inferiore di Amorgos in tutto il suo splendore, scattata sulla via del ritorno dalla visita al relitto.
Se qualcuno si stesse chiedendo se vale la pena farsi un giretto su quest'isola... la risposta è sì! :)

Lasciamo, però, che sia Carlo Verdone a trovare le parole giuste per concludere questo viaggio. Come so' ste olive?


The Advantages of Repeatability, pt. V


Et voilà! Continuano, in ordine sparso, le varie tavole che compongono il mio (appena passato) esame di Tecniche e Tecnologie della Grafica.
Tutte le "istruzioni" per meglio comprendere tale lavoro le trovate a questo post qui, quindi non mi dilungo troppo.

Posso solo dire che questa tavola è indubbiamente la mia preferita, nonchè quella da cui sono partito per realizzare questo lavoro in serie - un caso rarissimo, rispetto ai miei standard.

▲ dedicated song: "Eraser" by Nine Inch Nails


Come sempre, oltre alle due tavole statiche, vi è anche una piccola animazione sviluppata a partire da tali bizzarri pattern. A differenza dei casi precedenti, ho cercato di creare qualcosa che fosse più d'impatto (evitando quindi il semplice scorrimento infinito) dando vita a qualcosa che... ehm ehm... mi auguro non faccia venire attacchi epilettici a nessuno.

In ogni caso, siete avvisati! :D

▲ dedicated song: "Rubicon" by Alan Braxe & Fred Falke


Se poi ci fate caso, per un singolo frame compare un'immagine del lavoro precedente (pt. II), questo perchè questi due lavori ad essere costruiti sopra la medesima struttura.

Gli altri, assai differenti, verranno pubblicati a breve, indi per cui... stay tuned!

The Advantages of Repeatability, pt. II


Parte 2 di che?
In realtà, questo lavoro è la prosecuzione (che proseguirà ancora per un bel pò) di un lavoro cominciato qualche tempo fa, a cui però ho cambiato il nome: il precedente era "The Seamless Pattern Project", nome bello ma un pò ridondante - un pattern è necessariamente seamless, ovvero senza soluzione di continuità.

Al di là delle denominazioni, con questo progetto assai personale (presentato per l'esame di Tecniche e Tecnologie della Grafica tenuto dal prof. Pusceddu) volevo esplorare le potenzialità del disegno modulare, creando di volta in volta dei pattern complessi al punto tale che potessero vivere anche come delle illustrazioni astratte - efficaci, quindi, anche senza la loro ripetizione.

Ognuna di queste mini-opere sarà sempre pubblicata in due versioni: una in bianco e nero, con degli effetti di profondità ed ombra dati da Photoshop, ed una a colori dove vige invece la semplicità, con le forme intrecciate (create esclusivamente in Illustrator) a definire il tutto.

▲ dedicated song: "Noisy Man" by Booka Shade


La cosa, però non poteva fermarsi lì: per esplorare a fondo quanto un disegno modulare potesse prestarsi ai più svariati utilizzi, ho creato delle clip gif con le grafiche di ogni progetto. Alcuni, come quello che pubblico qui (qui sotto, per la precisione) sono estremamente semplici e vogliono solo sottolineare "l'esser pattern" di tali illustrazioni.

Altri, come vedrete successivamente, sono degli esperimenti un pò più spinti, in cui l'obiettivo era trasformare tali geometrie in dei veri e propri visuals - magari adatti per qualche live di elettronica, o qualche performance, o quel che volete voi: ogni suggerimento in merito è ovviamente più che gradito.

▲ dedicated song: "Auto Rock" by Mogwai


Insomma, siamo solo alla pt. II - altri 5 pattern sono già pronti, e spero tornerete su questo blog-portfolio  (blogfolio?) per vedere gli sviluppi del progetto.

NB: come potete vedere, ad ogni pattern è assegnata una canzone. Sono canzoni scelte frettolosamente, ma posso assicurarvi che sono, e saranno, tutte canzoni che meritano d'essere ascoltate: se avete tempo, cliccate sui link dedicati ed ascoltatele - non ve ne pentirete!

Accademia di Belle Arti di Roma - Sito & App


E aridaje.
Continua la scarrellata, cominciata un paio di post fa, inerente a questi ultimi esami accademici. In questo caso l'esercizio era - per il corso di Web Design - il restyling del sito dell'Accademia, inclusa la sua versione mobile. Io ed il mio collega Andrea Sarnataro (a questo link potete trovare le sue foto su Flickr!) ci siamo spinti anche un pò oltre, cercando di immaginare una vera e propria applicazione per smartphone.

 In alto, l'iconcina dell'applicazione.
A seguire, dei brevi estratti della relazione scritta per questo progetto:

LA PROGETTAZIONE

La fase progettuale ha prima di tutto richiesto uno studio approfondito dell'attuale sito dell'Accademia, al fine di capire quali aspetti potessero essere migliorati, quali potessero essere lasciati così com'erano, e quali invece potessero essere rimossi al fine di rendere il più lineare possibile l'esperienza utente.
Il passo successivo è stata la ricerca di modelli di sito a cui ispirarsi e, più in generale, di riferimenti a livello grafico. Grazie alla vastità di informazioni che è possibile reperire su internet, abbiamo trovato con facilità degli ottimi esempi da cui trarre ispirazione - primo su tutti, il cosiddetto flat design, ovvero una modalità di progettazione nata recentemente in cui si evita, il più possibile, l'uso di texture ed ombre basando tutto sulla composizione di forme geometriche semplici.
Successivamente siamo passati ai bozzetti, realizzati su carta e poi perfezionati tramite Illustrator.

NB: l modello di iPhone qua sotto non è un nostro elaborato, bensì un mockup scaricato da miticissimo sito Pixeden, ovvero uno dei maggiori dispensatori di "free graphic resources" dell'etere. Se siete del campo, salvatelo tra i preferiti: vi servirà.


 Qui, invece, una piccola gif con le 3 schermate più rappresentative della versione mobile.

A seguire, ancora degli estratti della relazione:

VERSIONE MOBILE

La versione mobile è in realtà un'applicazione vera e propria, un'App, che - in linea teorica - sarà scaricabile gratuitamente.
Abbiamo tratto ispirazione dalla versione mobile di Facebook, esempio ottimale di commistione tra funzionalità ed estetica: le notizie appaiono in prima pagina, ed attraverso un semplice swipe è possibile accedere al menù sottostante, che racchiude in sè le funzioni che, nella versione desktop, sono presenti nell'header e nel footer.


 Infine, un'altra animazione. Questa volta, con lo scorrimento della schermata desktop.

L'ultima (doverosa) parte della relazione, eccola qua: 

VERSIONE DESKTOP

Per la versione desktop ci siamo basati sul modello Facebook/Google+, facendo sì che gli elementi in risalto sulla home fossero le news più recenti, divise in blocchi tematici a cui, di volta in volta, fosse assegnato un colore diverso a seconda dell'argomento trattato.
Per il resto (header e footer) la struttura rimane abbastanza classica, con il menù e le voci più utilizzate in alto, e le funzioni meno immediate nella parte inferiore.
Abbiamo cercato di dare un tono moderno, ma che allo stesso tempo conservasse una sua istituzionalità.

E' più che doveroso ricordare gli elaborati presenti nelle schermate di esempio non sono solo mie, ma anche dell'esimio Sarnataro - così come è stato lui a dare ordine ai vari contenuti del sito (il sito originale è fondamentalmente caos allo stato puro) ed a collaborare per la realizzazione grafica vera e propria.

Insomma andate sulla sua pagina Flickr, innamoratevi delle sue foto, e dategli un lavoro. E già che ci siete datelo anche a me, non fa mai male! :D